Glicemia (basale)

Sigla/sinonimi Glicemia basale, glicemia a digiuno (Fasting Plasma Glucose, FPG).
 

Descrizione dell’esame
Concentrazione di glucosio nel plasma (parte liquida del sangue) in condizioni di digiuno (basali). 
È solitamente espressa in mg/dl (milligrammi di glucosio per decilitro di sangue) o, più raramente, in mmol/l (millimoli di glucosio per litro di sangue).
 

Tipo di campione
Sangue.
 

Valori di riferimento
I valori normali sono compresi tra 70 e 100 mg/dl. Nella donna in gravidanza sono considerati normali valori <92 mg/dl. 
NB: I valori pubblicati sono indicativi; i dati di laboratorio devono essere sempre interpretati dal medico curante.
 

Preparazione all’esame
Il prelievo di sangue si esegue preferibilmente al mattino; è necessario essere a digiuno da circa 8-12 ore. È possibile ingerire moderate quantità di acqua. Nelle ore che precedono il prelievo di sangue, è bene astenersi dal fumo e dal compiere attività fisica.
 

Significato diagnostico
La glicemia misura il livello di glucosio nel sangue. Il glucosio è uno zucchero semplice che si forma come risultato finale della digestione dei carboidrati introdotti con la dieta o della conversione nel fegato del glicogeno, che costituisce una forma di deposito di glucosio a scopo energetico. Il glucosio, infatti, rappresenta la maggiore fonte di energia per l’organismo umano e la sua concentrazione nel sangue è regolata da due ormoni ad azione opposta: l’insulina, che ne permette l'ingresso nelle cellule riducendone i livelli nel sangue e il glucagone che, invece, ne stimola il rilascio in circolo, aumentando la glicemia.
 

In condizioni normali, la glicemia aumenta dopo l’assunzione di cibo, ma ritorna ai valori precedenti già 3 ore dopo il pasto. Valori di glicemia troppo bassi o troppo alti possono essere pericolosi e causare disturbi fino alla perdita di coscienza. L’aumento della glicemia (iperglicemia) può indicare un diabete mellito non opportunamente controllato, ma può verificarsi anche in caso di stress grave, traumi, anestesia generale, infezioni, infarto cardiaco e in corso di terapia con corticosteroidi o malattie della tiroide, del surrene, dell’ipofisi, del pancreas o del fegato.
 

La diminuzione della glicemia (ipoglicemia) può conseguire a mancanza di cibo, assunzione di alcool, terapia con alcuni farmaci (steroidi anabolizzanti, MAO inibitori), eccessivo dosaggio di insulina, malattie del fegato, del surrene o dell’ipofisi.
 

La glicemia basale è richiesta per porre diagnosi di diabete (e normalmente confermata anche da un test per la glicosuria, ossia per valutare la presenza di zucchero nelle urine) o, in pazienti con diabete accertato, per controllare l’andamento della malattia durante il trattamento farmacologico. Il dosaggio a scopo diagnostico è effettuato su prelievo di sangue venoso, ossia ottenuto da una vena (di norma alla piega del braccio), quello per l'autocontrollo del diabete, più semplice e veloce, su sangue capillare, ricavato pungendo il polpastrello di un dito.
 

Valori di glicemia a digiuno leggermente superiori alla norma (compresi tra 100 e 125 mg/dl), ma non abbastanza per diagnosticare il diabete (≥126 mg/dl), indicano una condizione di iniziale alterazione del metabolismo del glucosio (prediabete) caratterizzata dal rischio di progressione a diabete vero e proprio e definita alterata glicemia a digiuno (IFG).
 

Il dosaggio della glicemia basale è attualmente richiesto anche alla prima visita in gravidanza per valutare la presenza di diabete insorto per la prima volta in gravidanza, ossia di diabete gestazionale (glicemia compresa tra 92 e 125 mg/dl).

 

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