Test da carico orale di glucosio

Sigla/sinonimi
Test da carico orale di glucosio, test di tolleranza al glucosio (OGTT, Oral Glucose Tolerance Test), curva glicemica, curva da carico.
 

Descrizione dell’esame
Misurazioni ripetute della concentrazione di glucosio nel plasma (parte liquida del sangue), di cui la prima a digiuno (tempo 0’ o basale) e le altre a intervalli regolari (a discrezione del medico fino a 120 o 180 minuti) dopo l’assunzione per bocca di una soluzione acquosa contenente 75 grammi di glucosio (nei bambini: 1,75 g di glucosio per ogni kg di peso corporeo).
I valori sono solitamente espressi in mg/dl (milligrammi di glucosio per decilitro di sangue) o, più raramente, in mmol/l (millimoli di glucosio per litro di sangue).
 

Tipo di campione
Sangue.
 

Valori di riferimento
Sono considerati normali:

  • a digiuno (tempo 0’) valori <100 mg/dl;
  • dopo 2 ore (tempo 120’) valori <140 mg/dl.

Nella donna in gravidanza sono considerati normali:

  • a digiuno (tempo 0’) valori <92 mg/dl;
  • dopo 2 ore (tempo 120’) valori <153 mg/dl.

NB: I valori pubblicati sono indicativi; i dati di laboratorio devono essere sempre interpretati dal medico curante.
 

Preparazione all’esame
Nei giorni precedenti il test, è consigliabile assumere almeno 200 grammi di carboidrati al giorno; si raccomanda inoltre di evitare sforzi fisici intensi e di sospendere per tempo eventuali farmaci interferenti con il metabolismo glucidico (come gli steroidi), secondo i consigli del proprio medico. Occorre presentarsi all'esame a digiuno da 8-12 ore (è possibile ingerire solo moderate quantità di acqua). Tra un prelievo e il successivo, è importante rimanere seduti e rilassati, in quanto lo stress emotivo può falsare i risultati, e astenersi dal fumo o dall’assunzione di alimenti o bevande.
 

Significato diagnostico
Il test serve a valutare la tolleranza ai carboidrati, ossia la capacità dell’organismo di metabolizzare in tempi adeguati una quantità standard di glucosio. Il primo dosaggio della glicemia si effettua a digiuno e in seguito si assume la soluzione di glucosio in un tempo sufficientemente rapido (entro 5 minuti). I dosaggi della glicemia eseguiti sui campioni prelevati a intervalli prestabiliti permettono di costruire una curva che illustra l’andamento dei valori glicemici nel tempo e di verificare se essa si discosta da quella che si ottiene in condizioni normali.
 

I dosaggi fondamentali, a cui si fa riferimento a scopo diagnostico, sono quello a digiuno (prelievo al tempo 0’), che misura la glicemia basale, e quello dopo 2 ore dal carico orale di glucosio (prelievo a 120’), corrispondente alla glicemia postprandiale.  

Nel soggetto sano, la risposta insulinica in seguito all’ingestione di una certa quantità di glucosio (o a un pasto ricco di carboidrati) è piuttosto rapida. L’insulina prodotta dal pancreas stimola l’ingresso del glucosio nelle cellule e il suo utilizzo a scopo energetico, sottraendolo dal torrente sanguigno. Perciò la glicemia, dopo essere aumentata per effetto dell’ingestione di glucosio e aver raggiunto un picco massimo tra i 60 e i 120 minuti dopo il pasto, decresce rapidamente fino a tornare ai valori di base entro circa 3 ore dal pasto.
 

Questo meccanismo non è altrettanto efficiente nei diabetici e nei soggetti con alterata tolleranza al glucosio, nei quali la glicemia postprandiale sale oltre i livelli normali (iperglicemia postprandiale) e rimane elevata più a lungo. La ricerca scientifica ha dimostrato che l’iperglicemia postprandiale è nociva per l’organismo e costituisce uno dei principali responsabili del danno a vasi sanguigni, occhi, reni e nervi che porta alle complicanze del diabete (infarto cardiaco, ictus, perdita della vista, insufficienza renale, lesioni agli arti).
 

L'esame è eseguito per valutare la presenza di diabete mellito (glicemia ≥126 mg/dl al tempo 0’ o ≥200 mg/dl a 120’) e di alterata tolleranza glucidica o IGT (glicemia compresa tra 140 e 199 mg/dl a 120’) nei soggetti a rischio di diabete e in quelli con malattie cardiovascolari. Può essere richiesto nei soggetti con alterata glicemia a digiuno (IFG), ossia con valori di glicemia basale compresi tra 100 e 125 mg/dl, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio per il diabete. Il test è anche utilizzato per la diagnosi di diabete insorto in gravidanza (diabete gestazionale) e prescritto a tutte le donne tra la 24a e la 28a settimana di gestazione e, come controllo, dopo 8-12 settimane dal parto, a quelle che hanno avuto una diagnosi di diabete gestazionale.

 

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